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la ragazza di benin city Hellen - “A me sembra che, prima o poi, in Italia faranno gli eros center e lì si potrà lavorare  con i documenti…allo Stato non importa altro che far pagare le tasse anche a noi, e gli importa  poco se noi desideriamo un altro tipo di vita. A Berlusconi poi importano solo i soldi, non la  vita delle ragazze come me”.    Ifama - “Sarebbe, bello se una ragazza potesse essere regolarizzata da ogni persona che,  nelle condizioni più diverse (come padre, amico, fratello, fidanzato), sia disposta a farlo ed  abbia i mezzi per poterlo fare. Il matrimonio di comodo, inoltre io non lo ho voluto, neppure  per risolvere i problemi di legalità: noi ragazze di Benin City, infatti, sogniamo un matrimonio  vero, con un marito vero, con un amore vero”.    Sophia - ”Il mio viaggio in Italia è stato facile, non come quello di tante amiche;  dall’aeroporto di Lagos sono sbarcata a Londra, dove ho passato la dogana senza nessun  controllo; c’era un signore che ha fatto passare me e altre tre ragazze. Sono rimasta a  Londra un po’, poi sono salita su un pullman ed ho fatto il viaggio fino a Torino. Mi era stato  detto di fermarmi ad aspettare al terminal del bus e che qualcuno sarebbe passato a  prendermi. Ma per ore non è passato nessuno. Per fortuna, dopo ore ed ore di attesa, è  passata per caso una signora africana che mi ha chiesto che cosa facevo e mi ha portata a  casa sua….. Credevo che quella donna fosse la mia benefattrice, per questo ho contribuito a  pagarle le spese di affitto di una stanzetta (500 euro al mese), le ho fatto lavori e lavoretti  in casa, ecc. ecc. Quando mi hanno raccontato che quella donna aveva fatto lo stesso gioco ad  altre ragazze e che – quindi – anche quella era una maman, non ho voluto accettare la verità.  In realtà, la donna mi ha estorto denaro e mi ha mandato in strada, perché diceva che non  c’era altra possibilità, ma lo ha fatto con le buone maniere. Alla polizia la donna è nota per  aver saputo usare ben altri modi con ragazze che non volevano lavorare in strada per lei…”.    Ijaba  – “Per tante ragazze i problemi che incontrano in Italia sono così tanti e così gravi, da  poter esser considerati un effetto di una maledizione, un voodoo che ci controlla, ci gestisce,  ci colpevolizza, ci attanaglia. E poiché il voodoo determina effetti devastanti, non  diversamente dagli ostacoli burocratici e legislativi, non è sbagliato dire che le ragazze sono  vittime di un voodoo tribale e di un voodoo sociale”. Ayo - “Quando le difficoltà sono troppo pesanti noi ci ammaliamo nella testa, e agli psichiatri  che si avvicinano risulta indispensabile una profonda conoscenza della nostra cultura e della  nostra religione. Ed è comunque in questo profondo turbamento che vanno cercate le ragioni di  tanti comportamenti delle ragazze nelle relazioni con le persone (le bugie, i tradimenti, gli  inganni) che, insieme ad altri elementi di natura “culturale” (una concezione del tempo e,  quindi, i ritardi a qualsiasi appuntamento; le abitudini alimentari; la sessualità; ecc. ecc.),  rendono ogni relazione con un bianco difficile, aggiungendo difficoltà alle difficoltà”.   Mary - “Voi italiani siete malati nella testa…io non ce l’ho coi clienti, neppure con quelli più  stupidi o cattivi, … avete tutti la malattia del sesso: c’è chi si droga, chi beve; voi siete  malati del sesso, siete ridicoli e stupidi”